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Marted 04 Ottobre 2022

COMUNALE N.3

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Informazioni sanitarie

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Prevenzione tumori del seno, al via la campagna di Komen Italia

Per diagnosi precoce e recuperare ritardi causati dalla pandemia Il mese i...

Per diagnosi precoce e recuperare ritardi causati dalla pandemia

Il mese internazionale della prevenzione dei tumori del seno assume quest’anno un significato ancora più importante per i gravi ‘danni collaterali’ che la pandemia da Covid-19 ha causato in campo oncologico: ritardi negli interventi chirurgici, nelle prestazioni terapeutiche salvavita e blocco completo per sei mesi dei programmi di screening con 1 milione di esami mammografici in meno e oltre 3.500 donne che hanno scoperto di avere un tumore del seno in fase più avanzata.

Per aiutare a recuperare il tempo perduto negli ultimi due anni la Komen Italia ha intensificato le attività della ‘Carovana della Prevenzione’: utilizzando le sue 4 unità mobili ad alta tecnologia e lavorando fianco a fianco con la Fondazione Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e altri partner clinici, ha offerto la possibilità di effettuare gratuitamente ‘a domicilio’ gli esami di diagnosi precoce dei tumori del seno ad oltre 30.000 donne, in modo particolare a coloro che vivono condizioni di maggiore fragilità sociale ed economica.

‘Il Policlinico Gemelli partecipa con grande impegno a questo articolato progetto di prevenzione dedicato alla popolazione femminile – spiega il professor Marco Elefanti, Direttore generale del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS – ed è ancora una volta insieme a Komen Italia con cui condivide l’attenzione per la tutela della salute delle donne. Al Gemelli, infatti, trovano accoglienza e cure un numero elevato di donne malate di tumore intercettate durante il percorso di prevenzione della Carovana. Grazie a questo progetto il Gemelli si apre al territorio delle regioni italiane con la presenza delle nostre equipe mediche vicine alla popolazione femminile, in particolare alle donne più fragili e disagiate, dando risposte ai loro bisogni di salute’.

Per favorire il rafforzamento di questo impegno nella diagnosi precoce, il Ministero della Cultura ha scelto di affiancare nuovamente la Komen Italia nella campagna di sensibilizzazione e raccolta fondi ‘La Prevenzione è il nostro Capolavoro’: durante il mese di ottobre, a tutti coloro che sceglieranno di sostenere le attività della Carovana con una donazione sul sito www.prevenzione.komen.it, il MIC offrirà l’accesso gratuito a molti musei statali (in allegato la lista). Il simbolo di questa nuova campagna è il Ritratto di Giovinetta di Andrea Della Robbia custodito al Museo del Bargello di Firenze che è inoltre visitabile gratuitamente da chi partecipa con la donazione.

Per rimarcare il valore di questa collaborazione istituzionale, la Komen Italia ha scelto di dare avvio anticipato al Mese della Prevenzione, organizzando il 28 settembre a Roma, a Piazza Venezia, una speciale giornata di screening mammografici dedicata alle dipendenti del MIC.

‘E’ un grandissimo piacere anche quest’anno – ha detto Massimo Osanna, Direttore Generale Musei del Ministero della Cultura: – poter collaborare con Komen Italia per un progetto straordinario che unisce la bellezza e la prevenzione oncologica. L’impegno del Ministero della Cultura è massimo. Questa iniziativa testimonia il significato profondo dell’arte come cura e della visita al museo come esperienza inclusiva capace di trasmettere benessere culturale e fisico’.

Per Marina Giuseppone, direttore generale Organizzazione Ministero della Cultura, ‘il Ministero della Cultura crede molto in questo progetto di prevenzione e ha scelto di sostenere Komen Italia nella sfida di sensibilizzazione e raccolta fondi per supportare la Carovana della Prevenzione e convincere quante più persone ad effettuare gli screening oncologici. Coniugare la cultura e la bellezza dei musei italiani con la salute e la prevenzione oncologica è una sfida nella quale il Ministero è in prima fila da sempre. Quest’anno, oltre alla possibilità di visitare gratuitamente i musei italiani, abbiamo voluto organizzare, per il 28 settembre, a Piazza Venezia, una speciale giornata di screening mammografici dedicata alle dipendenti del MiC, dando così l’avvio con anticipo al mese della prevenzione di Komen Italia’.

Per dar vita dal mese di ottobre ad una nuova serie di iniziative che aiutino concretamente a proteggere la salute femminile, la Komen Italia ha invitato i suoi partner a unire le forze in un impegno straordinario.

‘La pandemia ha creato grandi danni anche in campo oncologico – ha dichiarato il prof. Riccardo Masetti, presidente della Komen Italia e direttore del Centro di Senologia della Fondazione Policlinico Universitario Agostino Gemelli IRCCS – e solo attraverso una grande unione di forze sarà possibile recuperare in fretta il terreno perduto. E’ per questo che la Komen Italia ha invitato i suoi partner principali ad impegnarsi insieme durante il Mese della Prevenzione a sostegno di nuovi progetti di tutela della salute femminile’.

Così, grazie ai partner Procter&Gamble e Fondo FASDA- Unisalute, dal mese di ottobre Komen Italia potrà organizzare 20 giornate aggiuntive di prevenzione nelle regioni del Sud Italia (dove i programmi di diagnosi precoce sono da sempre più fragili) e attivare quattro contratti di collaborazione professionale per rafforzare il personale medico e sanitario della Carovana. In prima linea per il progetto Carovana della Prevenzione anche Autostrade per l’Italia, Boots e il Tour Rosa di McArthurGlen Group, appena conclusosi negli outlet italiani e che sarà confermato anche nel 2023.

Sempre ad ottobre, la Komen Italia avvierà anche iniziative di prevenzione primaria per rimarcare l’importanza della sana alimentazione e dell’attività fisica come strumenti di protezione della salute. In occasione del Villaggio Coldiretti, in programma a Milano al Castello Sforzesco dal 30 settembre al 2 ottobre, i nutrizionisti del Centro Komen Italia di Terapie Integrate in Oncologia svolgeranno seminari e consulenze specialistiche nello spazio di Campagna Amica e Terranostra per incoraggiare l’utilizzo dei prodotti di stagione.

Inoltre, l’8 ottobre al Circolo Olgiata si svolgerà un’altra tappa del progetto Golf for the Cure, organizzato con la Federazione Italiana Golf per evidenziare l’importanza dell’attività fisica e sportiva nell’azione di contrasto ai tumori del seno.

Oltre ad impegnarsi in queste attività di promozione della prevenzione, la Komen Italia darà avvio ad altre iniziative volte a tenere alta l’attenzione sul tema dei tumori del seno, rafforzare i percorsi di cura e raccogliere fondi.

Dal 30 settembre al 2 ottobre si svolgerà la terza edizione della Race for the Cure di Matera e dal 7 al 9 ottobre la settima edizione della Race for the Cure di Brescia con i relativi Villaggi della Salute, organizzati grazie alla storica partnership con la Fondazione J&J.

Il 20 ottobre, in una grande giornata di sensibilizzazione all’Isola Tiberina a Roma, sarà presentato un nuovo progetto di collaborazione tra due delle più importanti Breast Unit della Regione Lazio (quella del Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS e quella del Fatebenefratelli Isola Tiberina) e le loro rispettive associazioni pazienti (la Komen Italia e Beatrice Onlus). Questa innovativa unione di forze consentirà di migliorare ulteriormente i percorsi terapeutici delle oltre 1500 donne con tumore del seno che ogni anno affidano le proprie cure a queste due strutture di eccellenza.

Durante il Mese della Prevenzione prenderà il via il ‘Progetto Sicilia’ della Komen Italia che consentirà tra l’altro di espandere ulteriormente le attività della Carovana della Prevenzione. Grazie all’allestimento di una prima ‘Unità Mobile Territoriale’ della Carovana, che opererà continuativamente in Sicilia in piena sinergia con le Istituzioni sanitarie dell’isola, sarà possibile offrire esami di diagnosi precoce dei tumori del seno alle donne residenti in comuni geograficamente più isolati, dove la prevenzione arriva con più difficoltà. Il progetto prevede anche iniziative di sensibilizzazione e raccolta fondi, tra cui l’organizzazione di una Race for the Cure a Palermo.

Sempre nel mese di ottobre altri partner, tra cui SMEG, Vidermina, SLAMP, LPG, ed HP, uniranno le forze a sostegno dei progetti di Komen Italia dando vita a progetti di marketing sociale o sviluppando prodotti ‘in rosa’ limited edition dedicati alla raccolta fondi e sensibilizzando i propri clienti online e presso gli store.

Con il patrocinio di Komen Italia e della Fondazione Lucè Onlus che con Komen Italia ha già realizzato un punto d’ascolto al Policlinico Universitario A. Gemelli IRCCS, in occasione della conferenza stampa, sono state presentate in esclusiva le prime immagini del cortometraggio di Benedicta Boccoli: ‘Come un Fiore’, prodotto da Andromeda Film ed Helios Film. Un cortometraggio artistico che affronta il delicato tema del tumore del seno, dell’accettazione del proprio corpo e della rinascita. Un racconto intimo e personale vissuto dalla stessa regista. Un inno alla vita. Un racconto dalle sfumature oniriche, i ricordi d’infanzia, un’isola felice e… un fiore.

Il Programma X Factor (Sky) aderirà alla campagna con un appello di Ambra Angiolini durante la puntata Bootcamp. Il messaggio di prevenzione sarà inoltre rilanciato dai conduttori di SkyTG 24 che diventeranno per un giorno Ambasciatori della Prevenzione. L’appello sarà sostenuto anche da tanti volti noti dello spettacolo, dello sport e della televisione che indosseranno l’iconico Ribbon Rosa di Komen Italia e anche dal mondo del web attraverso i post e le stories degli influencer.

Fonte: askanews.it

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Sofferenza psichica diffusa in Italia. Soprattuto fra i giovani

Indagine nazionale DOXA sulla salute mentale per il Festival RO.MENS Diffu...

Indagine nazionale DOXA sulla salute mentale per il Festival RO.MENS

Diffusa sofferenza psichica in particolare tra i giovani, pericolosità delle persone con disturbi mentali che comunque si possono curare e non sono da escludere dalla società, vergogna a parlare dei propri disturbi ma non di andare dallo psicologo, contrasto tra i sessi sul chi è più incline a sviluppare disturbi mentali. È quanto emerge dall’anticipazione dei risultati della ricerca nazionale sulla salute mentale realizzata dalla BVA DOXA per il Festival della Salute Mentale RO.MENS per l’inclusione sociale e il pregiudizio, organizzato dal Dipartimento di Salute Mentale (DSM) dell’ASL Roma 2, con il patrocinio di Roma Capitale e della RAI, che si terrà la prossima settimana dal 26 settembre al 2 ottobre con il programma pubblicato sul portale salutementale.net. La ricerca completa sarà presentata al Campidoglio martedì 27 settembre mattina

Secondo la ricerca, “l’80% della popolazione afferma di aver avuto modo di relazionarsi con persone che hanno disturbi mentali, più o meno gravi. Si tratta di una diffusa percezione di conoscere persone che hanno disturbi mentali, indicativa di una impressione di una società pervasa da una significativa presenza di sofferenza psichica. Oltre la metà della popolazione (65%) ritiene le persone con disturbi mentali pericolose per sé, quasi la metà (48%) pericolose anche per gli altri, con la possibilità di diventare facilmente aggressive e violente (55%), non rispettose delle regole sociali condivise (49%), non in grado di lavorare con un buon livello di autonomia (46%). Un quadro negativo non suffragato da evidenze scientifiche statistiche, che rappresenta un ostacolo verso i percorsi terapeutico-riabilitativi e di inclusione sociale, dalla ricerca di abitazioni e di lavoro ai rapporti emotivi e relazionali”.

“La grande maggioranza degli italiani (70%) – sottolinea tuttavia l’indagine – ritiene le persone con disturbi mentali intelligenti e con le stesse aspirazioni, desideri, obbiettivi di chiunque altro (74%). La stragrande maggioranza degli italiani (81%) ritiene che le persone con disturbi mentali non dovrebbero essere isolate dagli altri, in gran parte (73%) che non vivrebbero meglio in luoghi di cura isolati e che possono stare insieme alla collettività (79%). Sono dati complessivamente positivi che vedono la maggioranza della popolazione non ritenere le persone con disturbi mentali come alieni da escludere dalla società”.

Dai dati emerge una netta difficoltà della popolazione a condividere con gli altri un eventuale disturbo mentale:”Il 78% preferirebbe parlarne solo in famiglia, non con amici e conoscenti. Il 22% si vergognerebbe a parlarne e preferirebbe non parlarne con nessuno. Da questi dati appare evidente la sussistenza dello stigma verso chi soffre di una malattia mentale con il timore di essere etichettati”.

Andare dallo psicologo non è qualcosa da tenere nascosto per circa i tre quarti della popolazione (76%). E due terzi (66%) ritengono che la malattia mentale possa essere curata (il 34% risponde di no).

Gli uomini pensano che siano gli uomini ad essere più inclini ad avere disturbi mentali invece le donne pensano che siano le donne ad essere più inclini ad avere disturbi mentali. Un dato contrastante che può nascere dalla convinzione per entrambi di svolgere una vita più stressante rispetto all’altro sesso con conseguente aumento della probabilità di soffrire di disturbi mentali.

La popolazione dai 18 ai 44 anni e con un livello d’istruzione più alto sembra riconoscere il maggior disagio mentale che può ricadere sulle donne. Un riconoscimento minore invece da parte della popolazione tra i 45 ed i 65 anni e con un livello d’istruzione medio e basso.

Al di là del genere è invece evidente che sono i giovani tra i 14 e i 24 anni (38%) ad essere più inclini allo sviluppo dei disturbi mentali, come confermato dall’aumento della loro presenza tra gli adolescenti, in particolare a seguito della pandemia.

Fonte: askanews.it

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Congresso SINuC: cattiva alimentazione causa oltre 97mila morti l’anno

Dieta Mediterranea patrimonio anche nella nutrizione clinica La scienza ha...

Dieta Mediterranea patrimonio anche nella nutrizione clinica

La scienza ha ormai da tempo dimostrato l’importanza cruciale dell’alimentazione per il nostro stato di salute e benessere, e questo principio vale ancora di più quando l’organismo si trova in una situazione non ottimale. In presenza di una patologia l’attenzione alla nutrizione diventa un imperativo categorico. Riconosciuta dall’UNESCO nel 2010 come uno dei patrimoni immateriali dell’umanità, la Dieta Mediterranea è uno degli argomenti cardine del 5° Congresso Nazionale della SINuC-Società Italiana di Nutrizione Clinica e metabolismo, in corso a Lecce (www.sinuc2022.it). “La Mediterranea è nota in tutto il mondo: caratterizzata da un alto consumo di cibi vegetali, una moderata assunzione di olio d’oliva e vino rosso e un limitato apporto di carni, latticini e grassi saturi. Questa combinazione di elementi, frutto di una cultura alimentare sviluppatasi nei millenni in alcuni paesi mediterranei come Italia, Grecia e Spagna, si è dimostrata scientificamente molto valida nel combattere stress ossidativo e infiammazione”, sottolinea il Professor Maurizio Muscaritoli, Presidente SINuC, “e la Puglia ne è tra le rappresentanti più prestigiose”.

Le conclusioni dello studio pubblicato sulla rivista The Lancet a cui hanno contribuito oltre 130 scienziati di quasi 40 Paesi del mondo sono eclatanti: a livello globale una morte su 5 sarebbe riconducibile a un’alimentazione scorretta, povera di cibi sani come i cereali integrali e i vegetali, e ricca di ingredienti pericolosi come il sale e le bevande zuccherate. L’alimentazione scorretta è responsabile del 22% delle morti registrate fra gli adulti ed è complessivamente responsabile di 255 milioni di anni persi per morte prematura evitabile o vissuti con disabilità. Tra i 20 Paesi più popolosi del pianeta, l’Egitto ha riportato il più alto tasso di decessi legati all’alimentazione e il numero maggiore di disabilità, mentre all’estremo opposto c’è il Giappone. L’Italia è decima in classifica con un tasso di morte di 107,7 per 100mila individui e 97.821 decessi in un anno attribuibili alla cattiva alimentazione. Le cause? Scarso consumo di cereali integrali, cui sono attribuibili oltre 30 mila morti l’anno, seguito da eccessivo consumo di sale (oltre 18 mila morti), scarso consumo di semi e frutta secca (oltre 16 mila), scarso consumo di acidi grassi Omega-3 (circa 12 mila) e di frutta (oltre 11 mila).

“Orientare il più possibile la propria alimentazione verso cibi vegetali, integrali e non processati, il più possibile freschi e locali rappresenta un investimento a lungo termine” spiega il Dottor Piero Caroli, Presidente del congresso e Responsabile dell’U.O. di Dietetica e Nutrizione Clinica – Ospedale Vito Fazzi di Lecce che ha presentato una relazione sulla Dieta Mediterranea: “Costituisce un modello nutrizionale arricchito da diverse culture, che per millenni ha mantenuto le stesse strutture e proporzioni di alimenti. Inoltre favorisce la sostenibilità dell’ambiente rurale e riproduce sistemi di simbolizzazione”.

Una alimentazione corretta è direttamente correlata con la longevità, in particolare con la lunghezza dei ‘telomeri’ le parti terminali dei cromosomi, la cui lunghezza é proporzionale alla durata della vita. Un importante ruolo di protezione viene svolto dalle fibre presenti nei vegetali. Uno studio del 2018 tratto dal National Health And Nutrition Examination Survey (NHANES) sul DNA di 5674 adulti statunitensi, di cui si è misurato il consumo giornaliero di fibre. Ha dimostrato che per ogni grammo di fibre in più per 1000 kilocalorie, i telomeri risultavano più lunghi di 8,3 coppie di basi, pari a a 5,4 anni di invecchiamento cellulare in meno. Non a caso due delle cinque Zone Blu del mondo, caratterizzate dalla più alta concentrazione di centenari, si trovano proprio nel bacino del Mediterraneo: Sardegna, in Italia, e Ikaria, in Grecia.

Fonte: askanews.it

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In Italia, oltre 1 su 3 muore per malattie cardiovascolari

Ma ancora si sottovaluta il problema del colesterolo alto Alla vigilia del...

Ma ancora si sottovaluta il problema del colesterolo alto

Alla vigilia della Giornata Mondiale del Cuore 2022, sono ancora allarmanti i numeri legati all’impatto delle patologie cardiovascolari in termini di mortalità. Silenzioso, invisibile e sottovalutato, il colesterolo è oggi tra i principali responsabili delle oltre 18,6 milioni di vittime per patologie cardiovascolari nel mondo e che nel nostro Paese fanno registrare il 34,8% dei decessi. Ma oggi, dopo quasi tre anni di pandemia, qual è la percezione degli italiani? A scattare l’allarmante fotografia è l’indagine SWG per Sanofi presentata oggi a Milano in occasione dell’incontro “La prevenzione che sta a cuore. Malattie cardiovascolari e colesterolo nei pazienti ad alto rischio: agire prima, in modo intensivo e efficace, per ridurre la mortalità”. Oltre il 40% degli intervistati sottovaluta i rischi legati ad alti livelli di colesterolo, mentre circa 1 su 3 ritiene che il rischio di mortalità legato all’ipercolesterolemia debba preoccupare solo chi ha problemi cardiaci pregressi. E ancora, meno di 1 su 2 (il 43% del campione) sa che è il colesterolo LDL ad essere dannoso per la nostra salute. Obiettivo della ricerca, condotta su un campione di oltre 1.200 soggetti di età compresa tra i 45 e i 74 anni, quello di analizzare la conoscenza delle malattie cardiovascolari, la percezione circa le conseguenze dell’ipercolesterolemia per offrire spunti di riflessione e stimoli concreti a pochi giorni dalla Giornata Mondiale del Cuore (29 settembre).

È in occasione dell’annuale appuntamento dedicato proprio a rilanciare l’attenzione del dibattito pubblico sulle patologie cardiovascolari e il loro impatto sulla nostra società che Fondazione Italiana per il Cuore, Società Italiana di Cardiologia (SIC), Associazione Nazionale Medici Cardiologi Ospedalieri (ANMCO) e Conacuore intendono, ancora una volta, richiamare l’attenzione su patologie la cui prevalenza è in aumento in diversi Paesi, tra cui l’Italia.

Spiega Emanuela Folco, Fondazione Italiana per il Cuore (FIPC): “Nel nostro Paese, oltre 1 decesso su 3 è imputabile alle patologie cardiovascolari, prima causa di morte sia per gli uomini (31,7%) che per le donne (37,7%). Chi sopravvive a un attacco cardiaco diventa un malato cronico. La malattia modifica la qualità della vita e comporta notevoli costi economici per la società. In Italia, la prevalenza di cittadini che vivono con invalidità cardiovascolare è pari al 4,4 per mille. Questo è in parte attribuibile all’aumento dell’aspettativa di vita, con una popolazione sempre più anziana e quindi ‘fragile’, nonché alla prevalenza dei fattori di rischio cardiovascolare, tra cui ipercolesterolemia. Dopo quasi tre anni di pandemia, vediamo ancora oggi come la percezione generale sia che le patologie cardiovascolari non occupino i primi posti tra le malattie da temere, dato in contrapposizione con quello che vediamo nella vita di tutti i giorni dove la mortalità per cause cardiovascolari occupa i primissimi posti. Oggi è l’occasione per ribadire, ancora una volta, l’importanza di sensibilizzare il cittadino e il paziente a prendere a cuore la propria salute cardiovascolare a partire dalla prevenzione primaria, sottolineando come sempre la necessità di adottare corretti stili di vita e una sana alimentazione, ma anche e soprattutto secondaria laddove sia presente una condizione patologica che necessita di una presa in carico da parte dello specialista”.

Ed è proprio attraverso la prevenzione che per il 92% degli intervistati i problemi cardiocircolatori possono essere evitati. A questa consolidata convinzione, però, non corrispondono azioni concrete di prevenzione e controllo: solo per il 17% del campione, infatti, è opportuno eseguire periodicamente visite di controllo, mentre solamente il 31% si è sottoposto ad una valutazione del rischio cardiovascolare negli ultimi 12 mesi.

Fonte: askanews.it

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